Sanscrito, la lingua perfetta

SANSCRITO, LA LINGUA PERFETTA

Sanscrito significa “lingua perfetta” ed è la lingua più antica che si conosca, ha più di 365 regole grammaticali. Si può dire che è una lingua millenaria, utilizzata dalla civiltà dell’Indo-Sarasvati intorno al 2500 BCE, con la quale è stato scritto il Rig-Veda, il libro più antico che si conosca. Molti grammatologici la continuano ad utilizzare per perfezionare le lingue moderne.

Il sanscrito non era una lingua parlata da tutti, ma era la lingua dei dotti, dove i testi sacri venivano tramandati da generazione a generazione, senza che perdessero il loro sacro significato. «Era una lingua che non si parlava», spiega il prof. Saverio Sani dell’Università di Pisa, «ma che era posseduta dai dotti e dagli appartenenti alla casta superiore, quella dei brahmani, i sacerdoti cui spettavano altissime funzioni religiose». Fu la lingua attraverso cui si diffuse l’induismo. Ma non è, il sanscrito, una lingua morta spiega Sani, «È stato usato fino ai giorni nostri e tuttora si usa in occasioni solenni, sia religiose che civili. Quando un’università indiana conferisce una laurea honoris causa, la tradizionale laudatio viene spesso pronunciata in sanscrito”. Si scrivono ancora in sanscrito, opere per il teatro, ma anche farse, drammi satirici e persino testi su temi politici e sociali.

Il sanscrito è una prova dell’antichità della civiltà Indiana. Il filologo e orientalista Sir William Jones nel 1786 scopre la relazione tra il sanscrito e le lingue europee. Questa scoperta porta alla fondazione della scienza della linguistica comparativa. Prima delle scoperte archeologiche del 1920 nella valle dell’Indo, si supponeva che il Sanscrito insieme alle altre indie europee avesse una fonte, d’origine comune e che aveva avuto origine da una protolingua, madre di tutte le lingue proveniente dall’ipotetica regione del Caucaso, patria d’origine dei supposti Ariani.

Studi recenti hanno invece evidenziato che è il sanscrito l’origine etimologica delle lingue europee e non un’ipotetica protolingua ariana, come teorizzato dai primi indologici.

Molti dei termini in sanscrito li utilizziamo ogni giorno nelle nostre lingue europee, ecco alcuni esempi:

Manu in sanscrito colui che usa la manas, mente. Umano in italiano, Man in inglese.

Dyaus-Pitar in sanscrito che è il dio del cielo, Dyu-Peter in latino, Jupiter in inglese, Giove in italiano.

Dvi in sanscrito, due in italiano, tri in sanscrito, tre in italiano, tree in inglese.

Matri in sanscrito, mother in inglese, madre in italiano; patri in sanscrito, pater in latino, padre in italiano, father in ingles; brati in sanscrito, brother in inglese, duhitir in sanscrito e daughter in inglese.

Ci sono moltissimi altri innumerevoli esempi che ci riportano all’origine etimologica stessa grazie a questa lingua affascinante.

Il sanscrito affascina perché a differenze di tutte le lingue antiche, come il latino e il greco, che sono morte è rimasta inalterata nel tempo ed è ancora viva tra noi, la sentiamo quando pratichiamo yoga o quando recitiamo un mantra. Molte delle parole usate comunemente sono entrate nell’uso comune come: karma, samsara, yoga, avatar, mantra, ayurveda, ecc.

Il primo Dizionario sanscrito-italiano è stato prodotto dopo 8 anni da un gruppo di studiosi coordinati da Saverio Sani edito dalla Ets ha 2000 pagine e contiene 180 mila lemmi.

I corsi di sanscrito stanno diventando sempre più popolari, e vengono proposti nelle maggiori città italiane. Anche a Savona, il 19 gennaio di quest’anno inizierà un corso di Sanscrito, condotto dal Prof. Diego Manzi dell’Università di Firenze. Il corso si terrà a Savona presso l’Associazione Namaskar, ed è riconosciuto dalla Scuola Yoga Anandamaya. Per maggiori informazioni si può chiamare la sede dell’associazione al 347 119 4885 oppure visitare il sito www.associazionenamaskar.com o quello della scuola www.scuolayogaanadamaya.com.

A questo punto perché imparare il sanscrito? Per gli insegnati yoga è indispensabile e propedeutico, per conoscere bene come si pronunciano correttamente le posizioni, per recitare correttamente i mantra e avere una conoscenza più approfondita della materia a cui si dedicano. Per chiunque altro in ogni caso è un viaggio alla scoperta di una realtà del suono che va oltre il tempo stesso che ci lega alle radici umane più antiche.

Om Tat Sat

Umberto Anandamaya Assandri

 

Corso di Sanscrito

CORSO DI SANSCRITO

A CHI SI RIVOLGE IL CORSO

  • Agli allievi di Yoga che vogliano approfondire le tematiche yogiche
  • Agli insegnanti di Yoga
  • Agli insegnanti di Meditazione
  • Agli operatori Ayurvedici
  • A chiunque voglia ampliare la propria cultura

E’ adatto anche a coloro che si avvicinassero per la prima volta a questa lingua.
Si propone di fornire al partecipante quei rudimenti grammaticali fondamentali per instradarsi verso lo studio diretto dei testi redatti in lingua sanscrita.

DURATA DEL CORSO

Il corso ha una durata di 40 ore ed è suddiviso in 5 giornate.

Ogni giornata è suddivisa in una parte didattica e una parte di esercitazione e domande finali. A partire dalla seconda giornata ciascuna lezione inizierà con un ripasso degli argomenti trattati nella giornata precedente.

DATE

  • Sabato 19 Gennaio 2019 dalle 9.30 alle 18.30
  • Sabato 23 Febbraio 2019 dalle 9.30 alle 18.30
  • Sabato 23 Marzo 2019 dalle 9.30 alle 18.30
  • Sabato 13 Aprile 2019 dalle 9.30 alle 18.30
  • Sabato 11 Maggio 2019 dalle 9.30 alle 18.30

PROGRAMMA

  • Che cos’è il sanscrito? Storia, evoluzione e status della lingua “perfetta” fra le lingue Indoeuropee;
  • Fonetica di base: i “suoni” del sanscrito, la disposizione della “ghirlanda delle lettere” (varṇamālā) e i suoi principi ispiratori. Classificazione dei fonemi e alfabeto devanāgarī (vocali, dittonghi, consonanti e modificatori vocalici);
  • Legature di consonante + vocale;
  • Traslitterazione e comprensione dei segni diacritici (IAST);
  • Accento ad alcuni segni di interpunzione;
  • Precisazioni sulla pronuncia e sulla scrittura;
  • Cenni sugli elementi basilari della grammatica sanscrita: i verbi, i nomi e le parole indeclinabili (rinvio).
  • La flessione dei verbi: tempo, voce, persona e numero. Confronto con la lingua Italiana;
  • Le radici verbali: dhātu: dalla forma “cruda” alla forma lessicale;
  • Rudimenti di apofonia: processo di gradazioni delle vocali con sostituti guṇa e vṛddhi;
  • Approfondimento sulla coniugazione delle classi verbali più semplici al tempo indicativo presente (lat-lakāra);
  • Voce attiva (parasmaipada) e media (ātmanepada);
  • Radici verbali tematiche e atematiche;
  • Regole sulla coniugazione delle radici della I classe verbale;
  • Alcuni verbi irregolari;
  • Utilizzo di alcune parole indeclinabili (avyaya): ca, iti, vā, kutra, na, api;
  • Introduzione alla forma interrogativa;
  • Rudimenti di morfologia pronominale al caso nominativo (sarva-nāman);
  • Esercitazioni su alcune radici verbali della I classe verbale e domande finali e indicazioni su come utilizzare il vocabolario di sanscrito.
  • Regole sulla coniugazione delle radici della IV-VI-X classe verbale;
  • Il causativo;
  • Indicazioni generali su come individuare il genere di un tema: maschile, femminile e Neutro;
  • Declinazione nominale: genere, numero e caso. Approfondimento sul caso nominativo (prathamā-vibhakti) e sul caso accusativo (dvitīyā-vibhakti) di nomi maschili con tema in vocale –a breve;
  • Nomi neutri con tema in vocale –a breve, e nomi femminili con tema in vocale –ā;
  • Formulazione semplice di domande: kaḥ, kim, kati;
  • Utilizzo di alcune preposizioni da abbinare al caso accusativo;
  • Morfologia numerale di base (da 1 a 10);
  • Sintassi: concordanza e ordine delle parole nella grammatica sanscrita (rinvio);
  • Esercitazioni su alcune radici verbali della IV-VI-X classe verbale e di alcuni nomi e domande finali;
  • Declinazione di nomi;
  • Declinazione nominale completa degli otto casi (vibhakti), di nomi maschili con tema in vocale –a breve; nomi neutri con tema in vocale –a breve; • caso strumentale (tṛtīyā vibhakti); • caso dativo (caturthī vibhakti); • caso ablativo (pañcamī vibhakti); • caso genitivo (ṣaṣṭhī vibhakti); • caso locativo (saptamī vibhakti); • caso vocativo (saṃbodhana); • Parole indeclinabili ed approfondimento sulla forma interrogativa (kena, kasmai, kutaḥ, kasya, kutra e kadā).

ATTESTATO

Al termine del Corso viene rilasciato un Attestato di Partecipazione.

IL DOCENTE

Diego Manzi, nato a Firenze nel 1984, è scrittore e docente di filosofia indiana e lingua sanscrita. Nel 2010 si laurea in giurisprudenza con Luigi Lombardi Vallauri discutendo una tesi in filosofia del diritto comparativa di alcuni sistemi giuridici occidentali con quelli orientali. Nel dicembre 2013 si laurea in filosofia con Alessandro Pagnini discutendo una tesi in filosofia della scienza avente ad oggetto il pensiero di Paul Karl Feyerabend nonché la dottrina jainista anekāntavāda. Nel 2016 pubblica con la casa editrice Armando Curcio “Scintille di ordine eterno. Viaggio nel cuore della tradizione indiana”. Da una decina di anni intraprende frequenti viaggi in India ove studia, aggiorna ed affina costantemente lo studio della lingua sanscrita, dello yoga e delle filosofie dell’India. Attualmente i suoi interessi sono indirizzati prevalentemente all’approfondimento di argomenti quali la grammatica sanscrita, la mitologia indiana, il tantrismo e la fisiologia sottile. In particolare, da 5 anni, tiene regolarmente corsi-base ed avanzati di lingua sanscrita e filosofia indiana in tutta Italia.

INFO E PRENOTAZIONI

Scuola Yoga Anandamaya cell. 347 119 4885  e-mail: acsd.namaskar@gmail.com
 

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

La quota di partecipazione comprende:

  • Materiale didattico
  • Rilascio dell’attestato di frequenza

La quota di partecipazione è di € 500.

SCONTO DI 50 €: se ti iscrivi entro il 15 Dicembre 2018 la quota di partecipazione è scontata a € 450.

 

MODALITA’ DI PAGAMENTO

Se ti iscrivi entro il 15 Dicembre 2018, beneficiando dello sconto:

  • € 50 in fase di iscrizione tramite bonifico Bancario intestato a: ACSD Namaskar IBAN: IT86P0310410600000000821363 oppure passando in Segreteria in Via Cesare Battisti, 2/12 a Savona (info: 347 119 4885).
  • 4 rate da € 100 ciascuna, da saldare entro l’11 Maggio 2019.

Se ti iscrivi dopo il 15 Dicembre 2018, a prezzo pieno:

  • € 100 in fase di iscrizione tramite bonifico Bancario intestato a: ACSD Namaskar IBAN: IT86P0310410600000000821363 oppure passando in Segreteria in Via Cesare Battisti, 2/12 a Savona (info: 347 119 4885).
  • 4 rate da € 100 ciascuna, da saldare entro l’11 Maggio 2019.

Alla quota di partecipazione sono da aggiungere € 10 complessivi per l’iscrizione alla ACSD Namaskar.
 

COME ISCRIVERSI

Scarica qui il MODULO di iscrizione in formato pdf.

Invia il modulo compilato via email a acsd.namaskar@gmail.com allegando la ricevuta di pagamento.

Per ulteriori informazioni chiamaci al 347 119 4885.