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Maha Shivaratri

Maha Shivaratri

Maha Shivaratri

“La Notte di Shiva e la Via verso l’Illuminazione”

festa di Shiva

Maha Shivaratri, che significa “la grande notte di Shiva”, è una delle festività più sacre dell’induismo, celebrata con profonda devozione dai seguaci di questa tradizione in tutto il mondo. Questa notte speciale è dedicata al Signore Shiva, il distruttore del male e il simbolo della trasformazione interiore. Cade nella 14ª notte dopo la nuova luna nel mese indù di Phalguna (febbraio-marzo) secondo il calendario lunare indiano, e segna un momento di intensa preghiera, meditazione e austerità.

Il Significato Spirituale di Shivaratri

Maha Shivaratri rappresenta la notte in cui Shiva eseguì la sua danza cosmica, il Tandava, simbolo del ciclo di creazione, preservazione e distruzione dell’universo. È anche il giorno in cui, secondo la tradizione, Shiva sposò Parvati, un evento che simboleggia l’unione della coscienza con l’energia divina.

Un altro significato attribuito a questa festività riguarda il Mahā Shiva Ratri come momento in cui Shiva manifestò la sua forma di Lingodbhava, emergendo come un pilastro di luce infinita, dimostrando la sua onnipresenza e supremazia su Vishnu e Brahma.

Dal punto di vista yogico, si ritiene che in questa notte le energie cosmiche siano particolarmente favorevoli all’ascesa della kundalini, il potere spirituale dormiente alla base della colonna vertebrale. Per questo motivo, praticare meditazione e rimanere svegli durante la notte è considerato un mezzo per accelerare il cammino spirituale.

I Rituali e le Pratiche di Maha Shivaratri

Maha Shivaratri è caratterizzata da una serie di rituali sacri che vengono osservati con grande devozione:

  1. Digiuno: Molti devoti osservano un digiuno totale o parziale, consumando solo frutta e latte, per purificare il corpo e la mente.
  2. Puja del Lingam: Il simbolo di Shiva, lo Shiva Lingam, viene adorato con offerte di acqua, latte, miele, fiori e foglie di Bilva (sacro al dio Shiva). Il rituale simboleggia la purificazione dell’anima e l’adorazione del principio divino oltre la forma.
  3. Canti e Mantra: La ripetizione del mantra Om Namah Shivaya, uno dei più potenti mantra vedici, aiuta i devoti a connettersi con la vibrazione di Shiva.
  4. Veglia Notturna (Jagran): Passare la notte in meditazione e canti devozionali aiuta a mantenere la mente focalizzata sulla consapevolezza divina.
  5. Bagnarsi nel Gange o in Altri Fiumi Sacri: Coloro che possono, si immergono nelle acque sacre per lavare via i peccati e rinnovare la propria energia spirituale.
  6. Offrire Doni ai Maestri Spirituali: In alcune tradizioni, specialmente nel sud dell’India tra i seguaci del culto Lingayat, il giorno successivo al Maha Shivaratri è dedicato all’offerta di doni al proprio maestro spirituale.

Shivaratri e il Percorso Yogico

Per gli yogi e i ricercatori spirituali, Maha Shivaratri non è solo una festività, ma un’opportunità per approfondire la propria pratica e l’autorealizzazione. Si dice che la posizione del Sole e della Luna durante questa notte favorisca il riallineamento energetico e la trasformazione interiore.

Molti praticanti di Yoga Nidra, Kundalini Yoga e Pranayama scelgono questo momento per intensificare le loro pratiche e sperimentare stati di coscienza elevati. La meditazione profonda su Shiva aiuta a trascendere il dualismo e a connettersi con la propria essenza divina.

Il Simbolismo della Distruzione e della Rinascita

Shiva è spesso rappresentato come il distruttore, ma questa distruzione non va intesa in senso negativo. Nella filosofia vedica, la distruzione è un atto necessario per il rinnovamento e la trasformazione. Maha Shivaratri ci invita a lasciare andare vecchi schemi mentali, attaccamenti e illusioni, per rinascere a un livello di consapevolezza più alto.

Inoltre, la festività è considerata di buon auspicio per le donne: le donne sposate pregano per il benessere del proprio consorte, mentre le donne non sposate invocano Shiva affinché conceda loro un marito ideale, poiché Shiva è visto come il perfetto compagno.

Celebrazioni in India e nel Mondo

In India, Maha Shivaratri è celebrato con grande fervore nei principali templi dedicati a Shiva, come quelli di Varanasi, Rameswaram, Ujjain e Kedarnath. Milioni di devoti si radunano per rendere omaggio al dio e per partecipare a cerimonie che durano tutta la notte.

Anche nel resto del mondo, le comunità induiste e i centri yoga organizzano eventi speciali con meditazioni, canti e rituali per onorare la presenza di Shiva nella propria vita.

Conclusione

Maha Shivaratri non è solo una festa religiosa, ma una potente opportunità di crescita interiore. È il momento per riflettere, meditare e rinnovare la propria connessione con il divino. Che si scelga di partecipare ai rituali tradizionali o di praticare la meditazione in solitudine, questa notte rappresenta una porta verso la consapevolezza superiore e la realizzazione del Sé.

I devoti credono fermamente che una sincera devozione a Shiva durante Maha Shivaratri possa purificare i peccati e liberare dal Samsara, il ciclo delle nascite e delle morti.

In questa notte sacra, possiamo tutti prendere ispirazione dalla forza di Shiva, lasciando andare il passato e abbracciando una nuova consapevolezza, più pura e illuminata. Om Namah Shivaya!

 

 

Mūlādhāra Chakra e Puruṣārtha

Mūlādhāra Chakra e Puruṣārtha

Mūlādhāra Chakra e Puruṣārtha

primo chakra

Il mūlādhāra è il primo dei sette chakra principali, i quali sostengono il corpo fisico e lo connettono a quello astrale. Mūlādhāra in sanscrito significa “radice, sostegno”, quindi questo chakra è la piattaforma su cui si appoggia il sistema vitale dell’individuo e tutto quello che gli è intorno.

Nei testi classici di tantra yoga viene raffigurato da un fiore di loto a quattro petali color cremisi, allocato alla base della colonna spinale nella regione coccigea, esattamente nella zona cervice/perineo. Appena sotto il kanda, che è il bivio dove le nāḍī (canali):  iḍā, piṅgala e suṣumṇā, si incontrano.

I quattro petali rappresentano altre quattro importanti nāḍī, il loro colore è rosso e le vibrazioni sottili di ogni nāḍī sono rappresentate dalle sillabe sanscrite: वं vaṃ, शं śaṃ (sh linguale), षं ṣaṃ (sh palatale) e सं saṃ, scritte in oro su ogni petalo.

Esse sono i vrìtti (vortici) associati ai puruṣārtha, i quattro principi su cui si basa la vita umana. Capire il concetto filosofico dei puruṣārtha è fondamentale per equilibrare il mūlādhāra. Puruṣārtha sono gli obiettivi che ognuno di noi deve perseguire, affinché la vita si realizzi armonicamente nel piano esistenziale.

I puruṣārtha sono quattro come le vritti presenti nel mūlādhāra: Dharma (rettitudine, valori morali), Artha (prosperità, valori economici), Kama (piacere, amore, valori psicologici) e Moksha (liberazione, valori spirituali). Se equilibri questi quattro aspetti dell’esistenza, come risultato otterrai, serenità, sicurezza, soddisfazione e liberazione.

Agire sui puruṣārtha, significa rivedere la propria esistenza nella sua reale complessità.  Questo può richiedere degli aggiustamenti nel percorso di vita, ma anche dei cambiamenti radicali che potrebbero rivoluzionare il lavoro, le relazioni,  le aspirazioni e svelare la vera natura individuale, velata da false convinzioni.

Per rimuovere gli ostacoli che ci possono separare dalla libertà e conquistare la leggerezza dell’essere, si adoperano tecniche di tantra yoga che utilizzano: mantra, yantra, meditazioni e psicotecniche yogiche. Bisogna però affidarsi ad un maestro o insegnante yoga di comprovata esperienza, altrimenti i risultati saranno nulli, poco soddisfacenti o contro produttivi.

Om Tat Sat

Foto: by chris-ensey-unsplash

 

La Via del Tantra

La Via del Tantra

La Via del Tantra

Kali devi

“La pratica è lo strumento, Oh Dee. Il sapere attraverso i libri non è uno strumento.  Il sapere è dappertutto, pronto e disponibile, ma la pratica è molto difficile da compiere.” Vina-Shika- Tantra (137)

Come fenomeno letterario,  il Tantra emerge in India quasi contemporaneamente all’Induismo ed al Buddhismo, nei primi secoli del primo millennio a.C. Si ritiene che il Tantra sia più arcaico dei Veda stessi.

La Tradizione Induista parla di 64 Tantra, ma ce ne sono molti altri, alcuni non sono sopravvissuti al passare del tempo.

Gli Acharya (maestri) Tantrici, affermano che il tantrismo è l’adattamento della Verità(altro…)