LUCE SUGLI YOGA SŪTRA

LUCE SUGLI YOGA SŪTRA

08 . 11 . 2019 ore 19

presso il Centro Olistico Namaskar di Corso Italia, 15 a Savona

Anandamayacharya curerà per voi una serata introduttiva agli Yoga Sutra

L’ingresso è a offerta libera consapevole. Prenota il tuo posto al 347 119 4885.

Scopri perchè gli Yoga Sutra vengono definiti “La prima indagine psicologica dell’uomo”.

IL PERCORSO DI APPRENDIMENTO

Se l’argomento incontrerà il tuo interesse e avrai voglia di approfondirlo potrai iniziare un percorso di 8 incontri che partiranno il 13 Novembre e termineranno il 22 Gennaio. Chiamaci al 347 119 4885 per informazioni e prenotazioni.

La Prima Indagine Psicologica dell’Uomo

Gli Yoga Sūtra di Patañjali

 

“Lo yoga è la soppressione delle modificazioni della mente” Yoga Sūtra 1.2

Gli Yoga Sūtra sono la prima indagine psicologica documentata che l’uomo fa su sé stesso. Yoga si riferisce a “unione” e Sūtra viene tradotto come “filo” o “sutura” da suturare, cucire ed indica un aforisma, in cui sono riportati in sintesi gli insegnamenti sapienziali filosofici di questa disciplina espressi in modo breve e sintetico.

L’opera viene concepita in questo modo per facilitarne la memorizzazione, come era costume presso i maestri hindu, ove la tradizione orale era il mezzo principale per condividere e tramandare la conoscenza.

Gli Yoga Sūtra sono composti da quattro libri (pāda) in una raccolta di 196 sūtra scritti nel terzo secolo prima dell’era corrente (BCE), attribuiti all’Acharya (maestro) Patañjali.

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Il numero 108

Il numero 108

MISTICISMO E CURIOSITA’ DEL NUMERO 108

Nella cultura dello yoga, ricorre spesso il numero 108. Lo troviamo nei grani di un japa mala, il rosario indiano che si utilizza per recitare i mantra. Molte pratiche di pranayama (controllo del respiro) vengono completate da 108 cicli.

Secondo il tantra, si stima che ogni giorno respiriamo 21.600 volte di cui 10.800 sono energia solare e 10, 800 sono energia lunare. Moltiplicando 108 X 100 si ha 10.800. Le analogie con questo numero sacro non finiscono qui. Il potente Sri Yantra, si interseca in 54 punti ciascuno con una qualità maschile e femminile, per un totale di 108. La stessa regola è osservata nella lingua sanscrita, con le sue 54 lettere, entrambe rappresentano i due generi e sono anche chiamati rispettivamente Shiva e Shakti; ancora, 54 X 2 = 108. Nell’Ayurveda ci sono 108 punti “Marma” (linee di energia) che sono vitali per dare vita agli esseri viventi.

Nella geometria lo troviamo come divisione naturale del cerchio (108 = 36 + 72 = 9 X 12). In astronomia curiosamente, la distanza tra la Terra e il Sole è 108 volte il diametro del Sole. Il diametro del Sole è 108 volte il diametro della Terra. La distanza tra la Terra e la Luna è 108 volte il diametro della Luna. Secondo testi antichi l’universo è composto da 108 elementi. Nell’astrologia indiana ci sono 12 case e 9 pianeti. 12 volte 9 è uguale a 108.

È interessante notare che un anno bisestile è di 366 giorni e 3 x 6 x 6 dà 108 e che in Giappone nei templi buddisti, alla fine dell’anno, per finire quello vecchi e accogliere quello nuovo, viene suonata una campana per 108.  La biblioteca vedica conta di 108 Purana e di 108 Upanishad. Nell’arte del teatro indiano, Il famoso santo Bharata che ha scritto “Il Nātyaśāstra ” (trattato sulle arti drammatiche) classifica 108 karanas (movimenti della mano e dei piedi). In matematica nelle potenze di 1, 2 e 3 si ha la seguente formula: 1 a 1 potenza = 1; 2 a 2 potenze = 4 (2 × 2); 3 a 3 potenze = 27 (3x3x3). Se moltiplichiamo il risultato delle potenze di questi numeri 1x4x27 = abbiamo 108.

Le stranezze e coincidenze non finiscono qui. Dopo aver finito il presente articolo, sono uscito per recarmi al cinema. Casualmente ho parcheggiato l’auto nel posteggio numero 108 e sono andato a veder un film, che mymovies.it indica proiettato in 108 sale italiane. Ogni volta che mi capitano questi avvenimenti sincronici, rimango sconcertato e non so che spiegazione formulare. So solo che praticando canti, respirazioni o asana improntati su questo sacro numero, gli antichi yogi ritenevano di potersi allineare con il ritmo della creazione, e alla fine porre fine al nostro ciclo di reincarnazione.

Ad ogni modo tutte queste analogie non possono altro che farci riflettere sul significato velato di questo numero e dell’intera matrice che disegna l’esistenza nell’universo e muove il destino di ognuno di noi.

Om Tat Sat

Umberto Anandamaya Assandri

 

 

 

Sanscrito, la lingua perfetta

SANSCRITO, LA LINGUA PERFETTA

Sanscrito significa “lingua perfetta” ed è la lingua più antica che si conosca, ha più di 365 regole grammaticali. Si può dire che è una lingua millenaria, utilizzata dalla civiltà dell’Indo-Sarasvati intorno al 2500 BCE, con la quale è stato scritto il Rig-Veda, il libro più antico che si conosca. Molti grammatologici la continuano ad utilizzare per perfezionare le lingue moderne.

Il sanscrito non era una lingua parlata da tutti, ma era la lingua dei dotti, dove i testi sacri venivano tramandati da generazione a generazione, senza che perdessero il loro sacro significato. «Era una lingua che non si parlava», spiega il prof. Saverio Sani dell’Università di Pisa, «ma che era posseduta dai dotti e dagli appartenenti alla casta superiore, quella dei brahmani, i sacerdoti cui spettavano altissime funzioni religiose». Fu la lingua attraverso cui si diffuse l’induismo. Ma non è, il sanscrito, una lingua morta spiega Sani, «È stato usato fino ai giorni nostri e tuttora si usa in occasioni solenni, sia religiose che civili. Quando un’università indiana conferisce una laurea honoris causa, la tradizionale laudatio viene spesso pronunciata in sanscrito”. Si scrivono ancora in sanscrito, opere per il teatro, ma anche farse, drammi satirici e persino testi su temi politici e sociali.

Il sanscrito è una prova dell’antichità della civiltà Indiana. Il filologo e orientalista Sir William Jones nel 1786 scopre la relazione tra il sanscrito e le lingue europee. Questa scoperta porta alla fondazione della scienza della linguistica comparativa. Prima delle scoperte archeologiche del 1920 nella valle dell’Indo, si supponeva che il Sanscrito insieme alle altre indie europee avesse una fonte, d’origine comune e che aveva avuto origine da una protolingua, madre di tutte le lingue proveniente dall’ipotetica regione del Caucaso, patria d’origine dei supposti Ariani.

Studi recenti hanno invece evidenziato che è il sanscrito l’origine etimologica delle lingue europee e non un’ipotetica protolingua ariana, come teorizzato dai primi indologici.

Molti dei termini in sanscrito li utilizziamo ogni giorno nelle nostre lingue europee, ecco alcuni esempi:

Manu in sanscrito colui che usa la manas, mente. Umano in italiano, Man in inglese.

Dyaus-Pitar in sanscrito che è il dio del cielo, Dyu-Peter in latino, Jupiter in inglese, Giove in italiano.

Dvi in sanscrito, due in italiano, tri in sanscrito, tre in italiano, tree in inglese.

Matri in sanscrito, mother in inglese, madre in italiano; patri in sanscrito, pater in latino, padre in italiano, father in ingles; brati in sanscrito, brother in inglese, duhitir in sanscrito e daughter in inglese.

Ci sono moltissimi altri innumerevoli esempi che ci riportano all’origine etimologica stessa grazie a questa lingua affascinante.

Il sanscrito affascina perché a differenze di tutte le lingue antiche, come il latino e il greco, che sono morte è rimasta inalterata nel tempo ed è ancora viva tra noi, la sentiamo quando pratichiamo yoga o quando recitiamo un mantra. Molte delle parole usate comunemente sono entrate nell’uso comune come: karma, samsara, yoga, avatar, mantra, ayurveda, ecc.

Il primo Dizionario sanscrito-italiano è stato prodotto dopo 8 anni da un gruppo di studiosi coordinati da Saverio Sani edito dalla Ets ha 2000 pagine e contiene 180 mila lemmi.

I corsi di sanscrito stanno diventando sempre più popolari, e vengono proposti nelle maggiori città italiane. Anche a Savona, il 19 gennaio di quest’anno inizierà un corso di Sanscrito, condotto dal Prof. Diego Manzi dell’Università di Firenze. Il corso si terrà a Savona presso l’Associazione Namaskar, ed è riconosciuto dalla Scuola Yoga Anandamaya. Per maggiori informazioni si può chiamare la sede dell’associazione al 347 119 4885 oppure visitare il sito www.associazionenamaskar.com o quello della scuola www.scuolayogaanadamaya.com.

A questo punto perché imparare il sanscrito? Per gli insegnati yoga è indispensabile e propedeutico, per conoscere bene come si pronunciano correttamente le posizioni, per recitare correttamente i mantra e avere una conoscenza più approfondita della materia a cui si dedicano. Per chiunque altro in ogni caso è un viaggio alla scoperta di una realtà del suono che va oltre il tempo stesso che ci lega alle radici umane più antiche.

Om Tat Sat

Umberto Anandamaya Assandri

 

Come trovare la scuola yoga per te

COME TROVARE LA SCUOLA DI FORMAZIONE YOGA ADATTA A TE!

 

La prima cosa che devi chiederti è perché vuoi insegnare Yoga.

 
Quali sono i motivi che ti spingono a fare questa scelta? È per il tuo arricchimento intellettuale e spirituale? Vuoi tramandare questa tradizione con passione perché credi che il sentiero sia quello di risvegliare le persone ad una nuova consapevolezza? Per avere un titolo che ti faccia sentire importante o forse per iniziare una nuova attività che possa darti da vivere?
 
Se ti avvicini allo yoga per gli ultimi due motivi allora ti trovi sulla strada sbagliata ed è meglio che tu scelga un altro percorso! La finalità dell’apprendimento non è quella di alimentare il tuo ego e neppure quella di ottenere una svolta economica. Il primo obiettivo è metterci amore e passione, perché…
 

… lo Yoga è la scienza della realizzazione per eccellenza e va appresa con rispetto.

 

 
Il sapere dello Yoga, scienza tra le più nobili e antiche, nel passato veniva tramandata da maestro e discepolo, oggi questo accade raramente essendo lo yoga diventata una disciplina di massa insegnata ovunque.
Sussiste però un problema di fondo che è la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento.
Non essendoci standard nazionali o internazionali riconosciuti chiunque può spacciarsi per istruttore, insegnante o altro titolo anche con scarse conoscenze.
 
Dopo che avrai valutato onestamente se lo yoga è il tuo swadharma, cioè il tuo percorso di vita, sarai pronto per metterti in cerca della scuola giusta.
 

Ecco alcuni consigli da prendere in considerazione per trovare la scuola adatta a te.

 
Valuta quanto segue:
– Il programma della scuola di yoga, include solo la parte anatomica e fisica o altro?
– Quanto dura il corso?
– Chi sono gli insegnanti?
– Da quanti anni la scuola è attiva?
– La scuola offre programmi di approfondimento?
 

Se il programma include solo l’aspetto fisico della pratica non è completo.

 
Un corso ben strutturato deve comprendere l’insegnamento di tutti gli otto rami dello yoga: i precetti etici per vivere in modo retto (yama e niyama), la pratica delle posizioni (asana), il controllo dell’energia con la respirazione (pranayama), il ritiro della percezione dagli oggetti dei sensi (pratyahara), lo sviluppo dell’attenzione (dharana), la contemplazione (dhyana) e la riunificazione con il Sé superiore (samadhi). Deve inoltre fornire una conoscenza della storia dello yoga, le fondamenta filosofiche e le altre tipologie di yoga, quali il servizio disinteressato (Karma Yoga), la pratica dell’amore incondizionato (Bhakti Yoga) e la conoscenza concettuale attraverso lo studio degli antichi testi (Jnana Yoga). Esporre anche il valore di altri metodi e tradizioni come pratiche di devozione, servizio, canto o contemplazione. Includere insegnamenti sul tantra che riguarda l’aspetto più profondo dell’apprendimento yogico.
 

La durata del corso è un altro aspetto importante da valutare.

 
Non si diventa istruttori o insegnanti in poco tempo. Un buon corso deve durare almeno due o tre anni. Tuttavia, anche dopo anni di formazione, possono volerci degli anni per diventare realmente adatti all’insegnamento.

Gli insegnanti seri, all’inizio della loro carriera, continuano diligentemente gli studi, attraverso la pratica personale, facendo autoanalisi sull’efficacia dei propri metodi di insegnamento.

Valuta anche i docenti del corso: sono solo celebrità o popolari, oppure godono di una buona reputazione nella comunità yoga? Essere celebri e popolari non è sinonimo di garanzia, molte volte si può essere celebri perché si fanno strabilianti posture ma poi si nutre poca conoscenza degli altri aspetti dello yoga. Hanno seguito un lungo periodo di studi? Hanno seguito programmi di formazione riconosciuti o rispettati?
 

Per imparare assicurati che l’insegnante abbia standard molto elevati.

 
Questo ti farà puntare sempre più in alto. Rivolgiti sempre ad una fonte autorevole: per trovare dei validi insegnanti potrebbe essere necessario spostarsi, ma ne può valere la pena. Ad ogni modo fare molti chilometri non garantisce sempre il buon insegnamento. A questo proposito ricordo un mio allievo che umilmente si era iscritto alla mia scuola yoga, dopo aver frequentato anni prima un corso di 500 ore in Thailandia, riconosciuto dalla Yoga Alliance Americana. Stando a quello che lui mi disse, il corso era durato meno di 500 ore e aveva imparato meno della metà di quello che aveva appreso nel corso istruttori yoga da me condotto, ma gli era costato molto di più.
 
Il riconoscimento ufficiale di un istruttore o insegnate non viene elargito dal CONI o da Associazioni varie come la YANI o la Yoga Alliance Italiana o Americana, ma dalla Scuola dove si frequenta il corso, in base alla serietà del programma di formazione dell’istituto. Quindi diviene importante conoscere il programma di studi che la scuola ha formulato e gli anni di attività che la scuola ha alle spalle. Questo ultimo punto è importante ma non determinante per vedere la solidità dell’istituto, che possa in futuro garantire per noi il nostro riconoscimento come insegnanti.
 

Una scuola seria offre vari livelli di formazione.

 
Offre la possibilità di specializzarti e di approfondire e non accetta chiunque ai suoi corsi. Le persone, prima di essere ammesse, vengono valutate in base alla loro esperienza acquisita, vengono valutati i motivi della loro richiesta e viene stabilito se abbiano i requisiti fisici, intellettuali e spirituali per affrontare il lungo viaggio dello yoga.
 

Se la scuola è riconosciuta dal CONI o dalla Yoga Alliance o altri istituti è una garanzia?

 
Per il momento non c’è nessun riconoscimento ufficiale, nazionale o internazionale della disciplina yoga, la quale rimane legata alla formazione e serietà della scuola di appartenenza. Fino al 2017 lo Yoga rientrava nelle discipline sportive del CONI e quindi aveva una tutela legale e gestionale per il fatto che rientrava nel gruppo delle Associazioni Sportive. Dal 2018 lo Yoga è stato tolto e al suo posto il CONI a messo la dicitura Ginnastica per la salute e il benessere che vuole dire tutto e niente. La Yoga Allinace Italiana è legata alla Federazione Sportiva CESN, quindi per essere ammessi bisogna prima essere iscritti al CESN. La Yoga Alliance Americana con sede in California è in battaglia legale contro quella Italiana, perché ne usa lo stesso nome e sono due organismi separati. Ad ogni modo per mancanza di capillari controlli nessuna delle due può essere sinonimo di garanzia, sia per gli insegnati che per le scuole. Sicuramente sono fonti di reddito per chi si è preso l’iniziativa di fondarle.
 

In conclusione

 

Il consiglio che ti do prima di iscriverti ad un corso yoga è quello di visitare i vari centri di formazione yoga.

 
Ti aiuterà molto nella tua scelta poter parlare con i docenti, valutare gli anni di attività della scuola, confrontare programmi e tariffe dei diversi corsi e provare una loro lezione per vedere se lo stile che insegnano è quello che tu desideri divulgare.
 
Ora non ti resta che metterti in moto e scoprire quale scuola o centro di formazione è più adatto a te.
 

Om Tat Sat.

 

Umberto Assandri

Lo Yoga della Bhagavad Gita

Martedì 22 Gennaio 2019 ore 20

Ti aspettiamo per il primo incontro del percorso di apprendimento di filosofia Indiana sullo Yoga della Bhagavad Gita condotto da Umberto Anandamaya Assandri Maestro di Yoga e Cultura Vedica

La Bhagavad Gita è uno dei libri più importanti dell’umanità, compagno fedele nelle situazioni della vita di grandi uomini della storia.

La conoscenza di questi insegnamenti è aperta a tutti, porta alla realizzazione di noi stessi in relazione con il nostro mondo. Dandoci gli strumenti per liberarci dalla paura della morte e dalle ansie della vita.

Insieme agli Yoga Sutra, la Bhagavad Gita è uno dei testi fondamentali per chiunque si sia avvicinato allo yoga, per i praticanti e propedeutico per istruttori e insegnanti.

Gli incontri si svolgeranno di martedì alle ore 20

presso la sede dell’Associazione Namaskar a Savona in Via Cesare Battisti 2.

Date incontri:

  • martedì 22 gennaio “La vita, morte e reincarnazione”
  • martedì 29 gennaio “La purificazione nell’azione della non-azione”
  • martedì 5 febbraio  “Karma yoga e Illuminzaione”
  • martedì 12 febbraio  “La conoscenza dell’Anima Suprema”
  • martedì 19 febbraio “L’opulenza dell’Anima Suprema”
  • martedì 26 febbraio  “La coscienza universale”
  • martedì 5 marzo  “Le influenze della materia sullo spirito”
  • martedì 12 marzo “Natura Divina e Demoniaca
  • martedì 19 marzo “La perfetta realizzazione”

Per partecipare agli incontri bisogna essere in regola con la quota associativa 2019.

Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione riconosciuto dalla Scuola Yoga Anandamaya e dall’ A.C.SD. Namaskar.

La quota di partecipazione del corso è di € 270, così suddivise: €90 all’Iscrizione e 9 rate da € 20.

Se saldi subito risparmi €50 e paghi solo €220.

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