Il Fiore di Loto

Il Fiore di Loto

Il Fiore di Loto

lotus flower

Il fiore di loto, per migliaia di anni ha simboleggiato nell’Induismo l’illuminazione spirituale.

La sua bellezza nasce dal fango dello stagno per emergere in superficie, come noi nasciamo dalla nostra ignoranza  per emergere nella nostra consapevolezza. I petali che si schiudono suggeriscono l’espansione dell’anima.

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Sarasvatī Devi

Sarasvatī Devi

Sarasvatī Devi

Saraswati devi

“Colei su cui poggia ogni conoscenza, che ha grandi occhi e che personifica la Pura Conoscenza, sia lode, sia lode a Lei.” 7.2: Sarasvatī Stotram del Saggio Agastya

Venerata sin dai tempi vedici come la Dea della conoscenza. Patrona dei Pandit, dei Ṛṣi, dei Brāhmaṇa, degli artisti, degli insegnati e degli studenti. Sarasvatī  è “Colei che scorre”, come l’antico fiume scomparso l’lndo-Sarasvatī, che ne prende il nome. Sulle sue rive,  più di 6.000 anni fa, nacque la civiltà della valle dell’Indo, la quale diede origine alla cultura dello yoga e della conoscenza interiore. Quando meditiamo su Sarasvatī, la conoscenza e il sapere intessuti dentro le fibre dell’universo stesso, simili alle nostre sinapsi, scorre in noi.  (altro…)

Sanscrito, la lingua perfetta

Sanscrito, la lingua perfetta

SANSCRITO, LA LINGUA PERFETTA

Sanscrito significa “lingua perfetta” ed è la lingua più antica che si conosca, ha più di 365 regole grammaticali. Si può dire che è una lingua millenaria, utilizzata dalla civiltà dell’Indo-Sarasvati intorno al 2500 BCE, con la quale è stato scritto il Rig-Veda, il libro più antico che si conosca. Molti grammatologici la continuano ad utilizzare per perfezionare le lingue moderne.

Il sanscrito non era una lingua parlata da tutti, ma era la lingua dei dotti, dove i testi sacri venivano tramandati da generazione a generazione, senza che perdessero il loro sacro significato. «Era una lingua che non si parlava», spiega il prof. Saverio Sani dell’Università di Pisa, «ma che era posseduta dai dotti e dagli appartenenti alla casta superiore, quella dei brahmani, i sacerdoti cui spettavano altissime funzioni religiose». Fu la lingua attraverso cui si diffuse l’induismo. Ma non è, il sanscrito, una lingua morta spiega Sani, «È stato usato fino ai giorni nostri e tuttora si usa in occasioni solenni, sia religiose che civili. Quando un’università indiana conferisce una laurea honoris causa, la tradizionale laudatio viene spesso pronunciata in sanscrito”. Si scrivono ancora in sanscrito, opere per il teatro, ma anche farse, drammi satirici e persino testi su temi politici e sociali.

Il sanscrito è una prova dell’antichità della civiltà Indiana. Il filologo e orientalista Sir William Jones nel 1786 scopre la relazione tra il sanscrito e le lingue europee. Questa scoperta porta alla fondazione della scienza della linguistica comparativa. Prima delle scoperte archeologiche del 1920 nella valle dell’Indo, si supponeva che il Sanscrito insieme alle altre indie europee avesse una fonte, d’origine comune e che aveva avuto origine da una protolingua, madre di tutte le lingue proveniente dall’ipotetica regione del Caucaso, patria d’origine dei supposti Ariani.

Studi recenti hanno invece evidenziato che è il sanscrito l’origine etimologica delle lingue europee e non un’ipotetica protolingua ariana, come teorizzato dai primi indologici.

Molti dei termini in sanscrito li utilizziamo ogni giorno nelle nostre lingue europee, ecco alcuni esempi:

Manu in sanscrito colui che usa la manas, mente. Umano in italiano, Man in inglese.

Dyaus-Pitar in sanscrito che è il dio del cielo, Dyu-Peter in latino, Jupiter in inglese, Giove in italiano.

Dvi in sanscrito, due in italiano, tri in sanscrito, tre in italiano, tree in inglese.

Matri in sanscrito, mother in inglese, madre in italiano; patri in sanscrito, pater in latino, padre in italiano, father in ingles; brati in sanscrito, brother in inglese, duhitir in sanscrito e daughter in inglese.

Ci sono moltissimi altri innumerevoli esempi che ci riportano all’origine etimologica stessa grazie a questa lingua affascinante.

Il sanscrito affascina perché a differenze di tutte le lingue antiche, come il latino e il greco, che sono morte è rimasta inalterata nel tempo ed è ancora viva tra noi, la sentiamo quando pratichiamo yoga o quando recitiamo un mantra. Molte delle parole usate comunemente sono entrate nell’uso comune come: karma, samsara, yoga, avatar, mantra, ayurveda, ecc.

Il primo Dizionario sanscrito-italiano è stato prodotto dopo 8 anni da un gruppo di studiosi coordinati da Saverio Sani edito dalla Ets ha 2000 pagine e contiene 180 mila lemmi.

A questo punto perché imparare il sanscrito? Per gli insegnati yoga è indispensabile e propedeutico, per conoscere bene come si pronunciano correttamente le posizioni, per recitare correttamente i mantra e avere una conoscenza più approfondita della materia a cui si dedicano. Per chiunque altro in ogni caso è un viaggio alla scoperta di una realtà del suono che va oltre il tempo stesso che ci lega alle radici umane più antiche.

Om Tat Sat

Umberto Anandamaya Assandri

Navaratri

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Le 9 Notti della  Divina Madre

Il Navaratri (nove notti in sanscrito) è tra le più importanti celebrazioni religiose del  Sanatana Dharma (Induismo), dove si adora Dio nella forma maschile e femminile. Si festeggia due volte l’anno.

Il Chaitra o Rama Navratri in marzo-aprile, e il  Durga Navaratri nel mese di Asvin, settembre – ottobre.

L’inizio dell’estate e dell’inverno sono due eventi molto importanti ricchi di influenze climatiche e astrali. I corpi e gli spiriti subiscono un notevole cambiamento a causa delle modificazioni della natura e sono anche momenti consacrati al culto della Madre. (altro…)

Ram Navami

Ram Navami è una delle cinque festività più popolari e antiche dell’India, viene celebrata in onore della nascita di Rama, settimo avatar di Maha Vishnu.

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Ricorre nel nono giorno del mese di Chaitra (Aprile-Maggio) del calendario lunare Indù, che nel 2011 cade il 12 di Aprile.

Ramayana parayan sono i nove giorni che precedono l’evento, dove i pandit (studiosi dei veda) raccontano nei dettagli a folle di devoti la storia di Rama. Si crede che l’ascolto della storia di Rama purifichi l’anima. (altro…)

La Nascita di Ganesha

“Tutti gli Induisti indipendentemente dalla loro fede settaria, adorano Ganesha.  Egli è al tempo stesso l’inizio della religione e il terreno di incontro per tutti gli indù.”

D N Singh.  A Study of Hinduism

 

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Ganesha, conosciuto come Ganapati nel sud dell’India, figlio del dio Shiva e della dea Paravati,  fratello di Kartikeya è una delle divinità più adorate del panteon Induista.

La sua peculiarità è quella di essere una divinità zooforme avere una testa di elefante su un corpo umano.  Ma non è stato sempre così. La Shiva Purana, ci narra la storia della sua nascita. (altro…)