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Chi pratica yoga deve seguire una dieta vegetariana?

Questa è una domanda che mi viene rivolta spesso dai miei allievi. La mia risposta è che lo yoga non è un dogma. Lo Yoga è una scienza esistenziale che si adatta ai cambiamenti della vita e aiuta a sviluppare la consapevolezza in ognuno di noi.

Sta all’individuo decidere, in relazione al suo livello di consapevolezza acquisito nella pratica Yoga, se nutrirsi con alimenti vegetali o animali, in rapporto anche al suo background culturale e alla zona geografica in cui vive.

Ad esempio, non si può chiedere ad un esquimese, che vive in condizioni artiche estreme dove  c’è scarsità di vegetazione e piante, di essere vegetariano, sarebbe assurdo e controproducente per il suo fisico, che con non potrebbe sopravvivere a quelle condizioni artiche.

Però è altrettanto vero che mangiare animali nei paesi sviluppati e in zone del pianeta temperate o tropicali, è una scelta controproducente per l’individuo e l’ambiente.

Lo yoga essendo una disciplina nata in un paese rigoglioso, quale l’India ed essendo una delle discipline  della grande tradizione Vedica è contraria all’uso di carne animale.

I motivi per cui lo Yoga è favorevole ad una dieta vegetariana sono i seguenti:

  1. Fonte primaria. Frutta , legumi, verdura, semi e frutta secca provengono direttamente dalla natura quali: sole, aria, terra e acqua, quindi sono considerati fonte “primaria” di nutrimento. La carne è considerata un alimento “secondario”, questo  perché gli animali da cui viene macellata, generalmente: bovini, ovini, caprini e pollame, sono erbivori che a loro volta si erano nutriti di prodotti vegetali di fonte primaria.
  2. Intossicazione. L’80% dei casi d’intossicazione alimentare sono provocati dalla carne. Frutta e verdura, sono più digeribili e assimilabili dal nostro organismo ed è appurato scientificamente che l’alto consumo di questi alimenti previene serie patologie ed aumenta l’aspettativa di vita.
  3. Spreco delle risorse ambientali. La distruzione delle foreste tropicali per far posto agli allevamenti di bestiame sta dilapidando patrimoni naturali quali la mitica foresta amazzonica, e quindi favorisce l’estinzione di alcune specie.
  4. Cambiamento climatico. Nutrirsi dei prodotti della Terra è anche una scelta contro il cambiamento climatico, come dice Lord Stern, massima autorità mondiale  ed autore del “Rapporto Stern” , “La carne fa sprecare molta acqua e crea molte emissioni dannose. Inoltre produce un’enorme pressione sulle risorse del mondo. La dieta vegetariane è molto meglio”.
  5. Fame nel mondo. Secondo cifre fornite dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, risulta che il 90% dei cereali prodotti in America viene usato per nutrire gli animali che poi mangiamo, invece di essere destinati alle popolazioni meno fortunate del mondo.  Per ottenere un chilo di carne per la nostra alimentazione, ci vogliono 16 Kg di cereali.
  6. La sofferenza provocata agli animali. Che animali  mangiamo? La maggior parte degli animali d’allevamento vive in cattività, confinata in ambienti ristretti . Viene nutrito con mangimi zootecnici di dubbia qualità e curato con forti dosi di antibiotici. Infine, dopo un esitenza sofferta, viene  macellato in modo cruento e atroce.
    La paura, l’angoscia ed il terrore che l’animale prova, viene trasmesso nella sua memoria molecolare. La carne di cui ci nutriamo e quindi impregnata di sofferenza.
  7. La carne, non è adatta all’organismo umano. I nostri denti e l’intestino sono più simile a quelli degli erbivori che a quello dei carnivori.

L’essenza divina ed emozionale di tutte le creature viventi è uno dei principi fondamentali dello yoga, questa verità non può essere ignorata da chiunque voglia crescere spiritualmente.

Detto questo, lo Yoga non obbliga  nessuno dei suoi praticanti a non consumare carne, sarà il cammino verso la consapevolezza di ognuno di noi che determinerà la maniera in cui ci nutriremo.

Om Tat Sat