Gli Yoga Sūtra di Patañjali

 

“Lo yoga è la soppressione delle modificazioni della mente” Yoga Sūtra 1.2

Gli Yoga Sūtra sono la prima indagine psicologica documentata che l’uomo fa su sé stesso. Yoga si riferisce a “unione” e Sūtra viene tradotto come “filo” o “sutura” da suturare, cucire ed indica un aforisma, in cui sono riportati in sintesi gli insegnamenti sapienziali filosofici di questa disciplina espressi in modo breve e sintetico.

L’opera viene concepita in questo modo per facilitarne la memorizzazione, come era costume presso i maestri hindu, ove la tradizione orale era il mezzo principale per condividere e tramandare la conoscenza.

Gli Yoga Sūtra sono composti da quattro libri (pāda) in una raccolta di 196 sūtra scritti nel terzo secolo prima dell’era corrente (BCE), attribuiti all’Acharya (maestro) Patañjali.

Negli Yoga sūtra troviamo la sintesi dello Yoga nella sua essenza, già inteso e presente nei vari testi vedici precedenti. Il grande lavoro di Patañjali è stato quello di raggruppare questo pensiero in una forma letteraria, concisa e precisa, da far si che divenisse una guida per l’umanità. Gli Yoga Sūtra sono il pilastro su cui si fonda la disciplina dello Yoga ed è uno dei sei darśana, i sistemi filosofici ortodossi dell’induismo.

Il primo libro, Samādhi Pāda è composto da 51 sūtra. Questo pāda descrive lo yoga, la sua natura e i mezzi per ottenere l’illuminazione chiamata Samadhi.

Il secondo libro, Sādhana Pāda è composto da 55 sūtra e si riferisce alla pratica o disciplina per ottenere lo stato di Yoga. In questo Pāda sono esposte due forme di yoga, il Kriya Yoga anche riferito a Karma Yoga e l’Ashtanga Yoga, letteralmente tradotto dal sanscrito Yoga dalle otto membra (astha – otto / anga – membra). Con queste due discipline Patanjali rivela come raggiungere la trascendenza suprema, ossia il Samadhi ed arrivare al Mukta o liberazione. L’Ashtanga Yoga non ha nulla a che vedere con lo stile di pratica yoga di Sri K. Pattabhi Jois.

Il terzo libro, Vibhūti Pāda è composto da 56 sūtra. Vibhūti in Sanscrito è riferito come “potere” o “manifestazione”. In questo Pāda Patanjali indica che, attraverso la pratica dello yoga, si arriva ad acquisire poteri soprannaturali o paranormali. Avverte di non lasciarsi abbagliare da questi doni ma di proseguire verso la via della liberazione.

Kaivalya Pāda è l’ultimo libro, composto da 34 sūtra. Kaivalya letteralmente significa “isolamento” ma negli Sūtra si riferisce a “emancipazione”, “liberazione” che è l’obiettivo dello Yoga. Questo Pāda descrive la natura della liberazione e la realtà del sé trascendentale.

Quest’opera filosofica è stata studiata da psicologi e filosofi di tutti i tempi ed è la base di tutto lo Yoga. Testo fondamentale per chiunque voglia approfondire la natura dell’essere e soprattutto per chi insegna la disciplina dello Yoga.

Om Tat Sat.