Waves of tsunami hit residences after a powerful earthquake in Natori, Miyagi prefecture (state), Japan, Friday, March 11, 2011.  The largest earthquake in Japan's recorded history slammed the eastern coast Friday. (AP Photo/Kyodo News) JAPAN OUT, MANDATO

Ogni momento di sciagura è anche punto di grande riflessione. Nei momenti più tragici, diventiamo consapevoli della nostra fragilità materiale ed è li che emerge la forza spirituale.

Nel momento che si disintegrano le pareti della nostra casa, che perdiamo gli oggetti, che abbiamo accumulato, credendoli la nostra realtà più vera,  e che gli affetti più cari vengono a mancare, questo è il momento giusto per riflettere sulla nostra vera identità di anime immortali e di come il mondo materiale ironicamente solido in realtà sia quello più fragile.

Nelle società moderne abbiamo delegato totalmente la nostra attenzione agli oggetti e alle forme, abbiamo preso per scontato quasi tutto, avere un automobile, una casa, del cibo, le vacanze, i prodotti firmati, ed i centri commerciali sono diventati i templi del materialismo sfrenato, mentre quelli dello spirito si sono svuotati.

Ma quando, una tragedia naturale come un tsunami o tornado, oppure umana come una guerra o il crollo della borsa, ci colpiscono direttamente o indirettamente, le certezze che avevamo si sgretolano in un giorno e in una notte.  In questi scenari emerge la nostra umanità più vera e lo spirito si unisce in solidarietà con gli altri. Allora è anche il momento di riflettere sul vero significato della vita e quello della morte, del mistero dell’inizio e quello della fine.

Il  dolore può tramutarsi  in forza spirituale e  ci può aiutare a crescere più forti. Questo si realizza solo se dalla avidya (ignoranza) decidiamo di passare alla vidya (conoscenza).

La vidya si realizza quando diventiamo consapevoli della nostra natura trascendentale. Allora il dolore si trasformerà in consapevolezza e scopriremo che:

  • Tutto è transitorio
  • Il mondo intorno a noi ogni giorno muore ma rinasce in continuazione in un eterno immutabile ciclo.
  • Siamo anime immortali che fanno un esperienza in un corpo
  • Il dolore è provocato dalla non-consapevolezza dell’essere
  • L’attaccamento a quello che è transitorio provoca sofferenza

Se realizziamo tutto questo allora siamo ad un passo dalla liberazione. Come scritto sulla Bhagavad Gita 23-24 II che è una fonte inesauribile di saggezza

“Mai un’arma può tagliare a pezzi l’anima né il fuoco può bruciarla; l’acqua non può bagnarla né il vento inaridirla. L’anima individuale è indivisibile e insolubile; non può essere seccata né bruciata. E’ immortale, onnipresente, inalterabile, inamovibile ed eternamente la stessa.”

Quindi colui che ripone la verità nel mondo dei cinque sensi, rimane limitato solo da questi e non riuscirà a vedere la verità più grande che si trova fuori da essi. Colui che crede il corpo e la vita materiale siamo la realtà inevitabilmente vivrà nella sofferenza.