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Meditazione Buddhista o Induista?

Meditazione Buddhista o Induista?

Meditazione Buddhista o Induista?

buddha zen

Oggi ho ricevuto con piacere una mail da Loren, una mia allieva e insegnante di yoga Canadese, la quale mi ha posto alcune domande sulla meditazione e il suo fine trascendentale, nella dottrina buddhista ed induista.

Ho pensato di condividere con te questo dialogo. (altro…)

Dhyāna la Meditazione

Dhyāna la Meditazione

Dhyāna la Meditazione

meditazione profonda

“Nella preghiera sei tu che parli con Dio; nella meditazione sei tu che lo ascolti” 

In sanscrito meditazione è chiamata dhyāna, letteralmente tradotta come visione (interiore), ed è il settimo degli otto passi descritti nel trattato di filosofia Yoga del saggio Patañjali. L’etimologia del termine “meditazione” proviene dal latino meditatationem, derivato a sua volta dal termine meditari. Il verbo meditari non è altro che la forma intensiva di mederi ossia, curare, aiutare, riflettere, medicare. Quindi meditare e un atto per medicare e di conseguenza migliorare, curare la nostra mente, sottoposta continuamente a stress, giudizi e percezioni sbagliate, che ne impediscono un funzionamento ottimale.

A questo proposito, molti si avvicinano alla meditazione, per migliorare la loro vita quotidiana, ad esempio, per imparare ad affrontare lo stress, il dolore o le malattie. Ci sono molti studi e molte pratiche che incoraggiano l’uso della meditazione per ristabilirsi da determinate patologie o cambiare le proprie abitudini verso comportamenti o attitudini più sane. Con alcune tecniche meditative possiamo elevare il sistema immunitario o essere più efficiente nell’attività sportive. Ad esempio, si possono visualizzare i linfociti “T” che attaccano le cellule tumorali o immaginare di competere  in una corsa e di dare il massimo di noi stessi.

La mente è come un muscolo che dev’essere allenato attraverso la pratica della concentrazione, in sanscrito dhāraṇā, l’arte di focalizzare  l’attenzione su un oggetto.  Quando il dhāraṇā accade in modo continuativo senza interruzione, il brusio interiore si appaga, la mente diviene silenziosa e ricettiva ed entriamo nello stato di meditazione, in sanscrito dhyāna. In questo stato contemplativo, la mente osserva sé stessa. 

Secondo i testi yoga, il dhāraṇā impegna la mente su un pensiero per la durata di 12 secondi; il dhyāna, corrisponde a dodici dhāraṇā, circa due minuti e mezzo, mentre il samādhi corrisponde a 12 dhyāna, circa mezzora. 

Se riusciamo a liberare la mente dai suoi vortici (vritti) per mezz’ora, i nostri circuiti neurali si ripuliscono, questo stato ci porterà ad agire con saggezza, liberandoci dai  campi emozionali che minano la serenità. La mente diviene chiara, non è più disturbata da rumori di fondo, si manifestano consapevolezza e discernimento, miglioriamo il nostro aspetto cognitivo e avanziamo nel processo evolutivo.  Giungiamo così alla realizzazione dell’essere che è il fine ultimo della pratica meditativa, ossia l’unione del sé individuale con quello trascendentale. Questo traguardo, è una conquista spirituale individuale, verso l’evoluzione nella formazione di un essere di coscienza superiore. 

Il  dhyāna è il veicolo che ci porta a evolverci nelle nobili qualità umane: compassione, equanimità, gioia, perdono, saggezza, per guidarci verso lo stato  superiore di coscienza chiamato Yoga (unione). Come ci ricorda il saggio Vyāsa “Yoga è Samādhi” .  

Om Tat Sat

Photo by Greg Rakozy on Unsplash

Eclissi & Meditazione

Eclissi & Meditazione

Eclisse & Meditazione

Il 21 Agosto 2017 è la data di un eclisse solare che sarà particolarmente visibile negli Stati Uniti d’America dove non si verificava da oltre 46 anni. Interesserà anche alcune zone del Canada, del Messico settentrionale, di Cuba, dei Caraibi e marginalmente anche l’area più settentrionale dell’America Latina, la Groenlandia, l’Europa occidentale (Islanda, Scozia e Irlanda) e l’estremo nord/ovest dell’Africa, soprattutto in Marocco.

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I Segreti Per Meditare Bene

I Segreti Per Meditare Bene

I Segreti Per Meditare Bene

meditare il giusto sentiero

Foto di Helena Cuerva da Pixabay

L’uomo che ha conquistato la mente, e ha trovato così la pace, ha già raggiunto l’Anima Suprema. Per lui, gioia e dolore, freddo e caldo, onore e disonore si equivalgono.”

Bhagavad-gita

Affinchè tu ti possa avviare verso il giusto sentiero della corretta meditazione, ho elencato qui sotto per te i dieci segreti fondamentali perché tu possa iniziare a praticarla.

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Meditare per Pulire la Mente

Meditare per Pulire la Mente

Meditare per Pulire la Mente

meditazione

Foto di Ralf Kunze da Pixabay

L’uomo che ha conquistato la mente, e ha trovato così la pace, ha già raggiunto l’Anima Suprema. Per lui, gioia e dolore, freddo e caldo, onore e disonore si equivalgono.”Bhagavad Gita

Sicuramente ti dedichi regolarmente alla pulizia del tuo corpo, se non lo facessi, potresti contrarre serie malattie, essere isolato dagli amici e conoscenti, perdere il lavoro, perché emetteresti odori sgradevoli. (altro…)

Mantra

Mantra

Mantra

mantra OM

La parola mantra deriva dalla parola manana (pensare) e trana (liberazione). I mantra sono suoni vibratori in lingua sanscrita estremamente potenti. La vibrazione del suono dei mantra può avere proprietà terapeutiche come distruttive. In poche parole si può dire che il mantra è una potente forma di pensiero ed è uno strumento di intenzione cosciente.

Nella grande guerra del Kurushetra, riportata nella grande epica del Mahabharata, si usavano potenti mantra per distruggere l’avversario. Ad ogni modo, i mantra vengono usati per lo più per azioni benefiche. Il loro scopo ultimo  è quello di sintonizzare la mente con gli stati superiori della coscienza universale.

I mantra hanno avuto grande sviluppo durante l’età Tantrica, dove sono stati studiati e applicati a fondo.

Agehanada Bharati, monaco dell’ordine Dashanami di ispirazione Tantrica, elenca tre possibili motivi per l’utilizzo dei mantra:

• Per pacificare le forze dell’universo e far sorgere esperienze positive.

• Per ottenere benefici attraverso mezzi magici.

• Per identificarsi con gli aspetti della realtà divina.

I mantra non sono invenzioni arbitrarie ma sono stati rivelati agli yogi durante profondi stati di consapevolezza.

Un mantra per essere effettivo deve essere ricevuto da un maestro.

Ad ogni  modo se non è possibile essere iniziati da un guru, si può praticare la meditazione scegliendo un mantra di gradimento e recitandolo in modo corretto.

La ripetizione di un mantra e detta japa.

Ogni mantra ha cinque caratteristiche fondamentali:

  • una lunghezza d’onda
  • una divinità che lo rappresenta
  • un essenza seme (bija) che gli conferisce il potere
  • un’energia divina (Shakti)
  • una chiave che deve essere ripetuta costantemente.

Vi sono tre tipi di mantra i seguna, che si rivolgono agli attributi specifici delle divinità e dell’Brahman.

I mantra niguna che sono astratti e manifestano l’identificazione di chi medita con il Brahman.

I bija mantra che sono aspetti dell’Om, i quali derivano direttamente dai cinquanta suoni primordiali.  Questi ultimi sono molto potenti e vengono dati solo sotto iniziazione di un guru.

I mantra possono essere recitati ad alta voce (vacika), sotto voce (upamushu) o mentalmente (manasa), questa ultima forma secondo i testi è la più potente.

Vi sono tre tecniche per potenziare il mantra.

  • Con l’utilizzo di un mala ossia un rosario di 108 perline dove si fanno scorrere le perline tra il pollice e il medio della mando destra durante la ripetizione del mantra.
  • Utilizzando un mala e facendolo scorrere le perline con il police fra le piegature delle dita della mano destra.
  • Oppure scrivere il mantra su un foglio mentre si ripete mentalmente (likhita japa).

Quindi è ora di passare dalla teoria alla pratica ed iniziare inalando profondamente ed esalando le sacre sillabe del grande mantra AUM cogliendone la sottile vibrazione dentro di te.